IL FASCINO DEL MALE
Dr. Bruno C. Gargiullo
D.ssa Rosaria Damiani
Il concetto di ibristofilia (dal greco hybris, “arroganza” o “eccesso”, e philia, “amore” o “attrazione”) descrive una parafilia caratterizzata da un’attrazione sessuale, romantica o emotiva verso persone che hanno commesso crimini violenti o atti moralmente trasgressivi. L’ibristofilo, in altre parole, si sente fortemente attratto da chi ha infranto le regole sociali, spesso criminali noti o figure pubbliche coinvolte in reati. Si tratta di un fenomeno studiato principalmente nell’ambito della psicologia forense e della criminologia clinica, in quanto osservato frequentemente in soggetti che instaurano relazioni con detenuti per reati gravi, come omicidi o stupri. Questa fascinazione può manifestarsi in vari modi: dalla semplice curiosità fino all’innamoramento o alla ricerca di un legame stretto con chi ha compiuto gesti estremi.
Secondo la classificazione proposta da Money e Lamacz (1984), si distinguono due principali categorie:
- Ibristofilico passivo, che prova attrazione per individui violenti o criminali, idealizzati come figure forti o protettive, senza partecipare attivamente alle condotte illecite degli stessi;
- Ibristofilico attivo, che trae piacere dal partecipare o assistere agli atti violenti del partner, condividendone le condotte devianti.
L’ibristofilia, dunque, si sviluppa spesso a partire da dinamiche personali profondamente radicate. Alcune persone trovano eccitante, intrigante o persino rassicurante la presenza di un individuo che sfida apertamente le norme. Alla base può esserci un bisogno di sentirsi unici, ribelli o fuori dal comune, oppure una ricerca di emozioni forti che rompano la monotonia della quotidianità. A volte, l’attrazione verso un trasgressore nasce dal bisogno di identificarsi con il suo potere, la notorietà o la sua aura di pericolosità.
Un caso emblematico è quello di Ted Bundy, il serial killer statunitense che ricevette, durante la sua detenzione, centinaia di lettere d’amore e proposte di matrimonio da donne che dichiaravano di sentirsi attratte dalla sua “intelligenza” e dal suo “carisma”. Secondo la psicologa forense Katherine Ramsland (2016), tali fenomeni riflettono meccanismi di idealizzazione del male e bisogno di controllo simbolico sulla violenza.
Un altro esempio riguarda Richard Ramirez, noto come “Night Stalker”, che sposò una sua ammiratrice, Doreen Lioy, mentre era detenuto nel braccio della morte.
Gli studi di Stone (2001) indicano che questi legami derivano spesso da distorsioni cognitive e da pattern di attaccamento insicuro o traumatico.
Le ipotesi interpretative più accreditate includono:
- Meccanismi di compensazione affettiva (attrazione verso l’autorità o la pericolosità come forma di sicurezza);
- Narcisismo vicario (identificazione con una figura potente o trasgressiva per rafforzare il proprio senso di valore);
- Pattern di attaccamento disorganizzato, spesso osservato in soggetti con storie di abusi o di trascuratezza infantile;
- Fenomeni mediatici di “fascinazione del criminale”, amplificati dalla rappresentazione erotizzata del “male” nei mass media.
Bibliografia essenziale
- Money, J., & Lamacz, M. (1984). Vandal lust and the syndrome of the sexual sadist. Journal of Forensic Sciences, 29(3), 680–685.
- Ramsland, K. (2016). Confession of a Serial Killer: The Untold Story of Dennis Rader, the BTK Killer. University Press of New England.
- Stone, M. H. (2001). The anatomy of evil. Prometheus Books.
- Taylor, S. (2018). Loving Evil: The Psychology of Homicide Groupies. Criminal Psychology Review, 12(2), 45–63.